Entreranno nelle scuole, a partire dal prossimo anno scolastico, 40mila tutor per gli studenti degli ultimi anni delle superiori e 10mila orientatori, uno per ogni scuola. Circa 70 mila le classi coinvolte. Lo ha comunicato il ministro Valditara nei giorni scorsi. Vediamo di cosa si tratta.
I docenti tutor
Chi sono i docenti tutori? Secondo la bozza di decreto, possono diventare docenti tutor gli insegnanti che hanno, preferibilmente, almeno cinque anni di anzianità di servizio con contratto a tempo indeterminato; che hanno svolto, in via prioritaria, compiti rientranti tra quelli attribuiti al tutor scolastico (funzione strumentale ovvero referente per l’orientamento, per il contrasto alla dispersione scolastica, nell’ambito del PCTO, per l’inclusione e attività similari e connesse a tali tematiche) e che manifestino la disponibilità ad assumere la funzione di tutor per almeno un triennio scolastico. Per fare i tutor, bisognerà seguire 20 ore di formazione, a partire dal mese di aprile, organizzati da INDIRE e articolati in moduli online in modalità sincrona e asincrona. Ogni scuola riceverà dalla Direzione Generale per i Sistemi informativi la comunicazione circa il numero di docenti che potranno diventare tutor (calcolato in proporzione al numero degli studenti iscritti alle classi del secondo biennio e del quinto anno per il prossimo anno scolastico). A quel punto il dirigente scolastico avvierà la procedura per la selezione dei docenti tutor tra gli insegnanti che, su base volontaria, si dichiareranno disponibili a seguire le 20 ore di formazione. Cosa dovranno fare i docenti tutor? Dovranno coordinare i colleghi e predisporre un percorso personalizzato per gli studenti che manifestano difficoltà.
Gli orientatori
Il decreto non dice molto a proposito degli orientatori, non sono richiesti corsi di formazione e verranno pagati meno dei tutor. Secondo quanto comunicato dal ministro, i docenti tutor avranno un compenso compreso tra un valore minimo pari a 2.850 euro lordo Stato e un valore massimo pari a 4.750 euro lordo Stato; un docente dell’orientamento/orientatore prevedendo un compenso compreso tra un valore minimo pari a 1.500 euro lordo Stato e un valore massimo pari a 2.000 euro lordo Stato.
Chi li paga?
Il Ministero mette a disposizione una dotazione iniziale di 150 milioni di euro per l’anno 2023 nel Fondo per la valorizzazione del personale scolastico. Ha spiegato il ministro: “Per pagare queste attività possiamo attingere da diversi capitoli: quelli per la dispersione, 1,5 miliardi; i 600 milioni del Pnrr per la formazione e il recupero delle materie Stem. Avremo particolare attenzione alle studentesse che hanno un gap maggiore rispetto agli studenti in queste discipline. E poi ci sono 300 milioni di fondi per il potenziamento della didattica”. La bozza di decreto precisa che “i criteri di utilizzo delle risorse finanziarie sono oggetto della contrattazione di istituto, avuto riguardo alle peculiarità organizzative ed allo specifico contesto di riferimento”. Le istituzioni scolastiche individuano, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, i docenti tutor tra i docenti che abbiano positivamente concluso la formazione propedeutica di cui si parla nell’articolo 5 del decreto. La previsione del Ministero è che il numero di tutor crescerà fino a raggiungere le 100mila unità, coprendo studenti di ogni anno della Secondaria di Primo e di Secondo grado. Gli insegnanti delle diverse discipline interverranno per aiutare questi studenti e le attività saranno finanziate da diversi capitoli del budget scolastico, come quelli per la dispersione scolastica o i fondi per la formazione e il recupero delle materie STEM.