Dove sta andando il mercato del lavoro

L’ultima analisi realizzata dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali (MLPS), dalla Banca d’Italia e dall’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL) rivela alcune notizie positive sul mondo del lavoro. Vediamole in dettaglio.

Occupazione in crescita

La prima buona notizia è che nei primi due mesi di quest’anno l’occupazione è aumentata. Dopo la frenata registratasi a fine 2022, tra gennaio e febbraio sono stati creati oltre 100mila posti di lavoro, di cui 22mila nel turismo (al netto delle cessazioni, con un incremento superiore al doppio di quello del bimestre precedente). La relazione di MLPS, Banca d’Italia e ANPAL sottolinea come la crescita riguardi esclusivamente il lavoro a tempo indeterminato, mentre quello a termine resta stabile e l’apprendistato ha registrato un calo di circa ottomila unità. Il tasso di trasformazione delle posizioni a termine in contratti a tempo indeterminato si è stabilizzato negli ultimi otto mesi e la quota di nuovi contratti temporanei sul totale delle assunzioni ha ripreso ad aumentare

Occupazione femminile, si riduce il divario di genere

L’occupazione femminile è aumentata nei mesi di gennaio e febbraio e questa è una buona notizia, dato che durante la pandemia si erano ampliati i divari di genere: nel 2020 le donne hanno perso più di 70mila posti di lavoro. Nell’ultimo anno e mezzo le donne hanno contribuito per quasi il 40 per cento alla creazione di posti di lavoro, un valore superiore di 2,5 punti percentuali rispetto al biennio 2018-19. Da non sottovalutare è un altro aspetto: l’80 per cento dei posti di lavoro che si sono venuti a creare sono localizzati nelle regioni centro‑settentrionali. Il sud ha tuttavia superato il sostanziale ristagno della seconda metà del 2022, registrando una dinamica occupazionale in lieve espansione.

I settori di occupazione

Quasi un terzo dei nuovi posti di lavoro creati nel 2021-22 occupati da uomini sono nel campo delle costruzioni: il contributo del settore alla crescita complessiva dell’occupazione maschile è praticamente raddoppiato rispetto al 2018-19, soprattutto grazie alla ripartenza del mercato edilizio sostenuta dai vari bonus ed agevolazioni fiscali. Le donne invece hanno trovato lavoro per lo più nel commercio e nel turismo (solo il 5% nel settore edile). Negli ultimi due anni le donne hanno occupato circa la metà dei nuovi impieghi a termine, ma solo un terzo di quelli a tempo indeterminato. Il divario, evidente anche prima della pandemia, è riconducibile alla forte presenza femminile nelle attività di alloggio e ristorazione. In questi comparti più della metà dei posti di lavoro creati sono stati a tempo determinato, a fronte di un quarto nel resto dell’economia.

Diminuiscono i disoccupati amministrativi

Le dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro (la cosiddetta DID che determina formalmente l’inizio dello stato di disoccupazione di una persona), alla fine del 2022 erano 80mila in meno rispetto a dicembre 2021. Grandi sono le differenze territoriali: il calo di disoccupati amministrativi si è attenuato in Campania, si è arrestato in Lombardia, Lazio, Sicilia ed Emilia Romagna e si è invece intensificato in Veneto. Nel secondo semestre del 2022, al calo delle uscite dallo stato di disoccupazione connesse con l’ottenimento di un impiego (circa un quinto in meno nel confronto con gli stessi mesi del 2021) si è associato un incremento del numero di lavoratori che sottoscrivono mensilmente una nuova DID (quasi il 10 per cento in più rispetto all’anno precedente). In linea con i dati dell’Istat, che segnalano una diffusa crescita dei tassi di partecipazione, questi flussi si sono rafforzati in tutte le classi di età, aumentando soprattutto nel Mezzogiorno.

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