Il lavoro nella prossima legge di bilancio

Occhi puntati su cosa cambierà nel mercato del lavoro con la prossima legge di Bilancio. Nell’ agenda del Governo, un intervento sul carico fiscale dei redditi più bassi per sopperire alle difficoltà di spesa dei lavoratori con netti in busta paga molto bassi; delle modifiche al sistema di welfare aziendale con l’innalzamento a 1.000 euro della soglia di defiscalizzazione dei fringe benefit per tutti i lavoratori; la proroga dell’APE sociale; l’incremento della pensione minima per gli over 75; misure per favorire l’occupazione femminile; l’introduzione del quoziente familiare ed una rivalutazione delle pensioni. In sostanza, per la legge di Bilancio 2024  servirebbero fondi per circa 30 miliardi e ad oggi sarebbero state reperite solo il 50% delle risorse necessarie.

Priorità aumentare gli stipendi

In questo 2023 il taglio del cuneo fiscale è stato, per i primi sei mesi, del 3 per cento per i redditi fino a 25mila euro e del 2 per cento per i redditi fino a trentacinquemila; per gli altri sei mesi, del 7% per i primi e del 6% per i redditi compresi tra i 25 mila e i 35 mila euro.  Un intervento che dovrebbe concludersi col 31 dicembre 2023 toccando circa 14 milioni di lavoratori.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, durante la conferenza stampa del 27 settembre, ha confermato come priorità assoluta del Governo l’aumento degli stipendi, alla luce degli ultimi dati OCSE  che hanno rilevato come l’Italia sia l’unico Paese dell’Ue in cui i salari sono diminuiti negli ultimi 30 anni: come noto, gli stipendi non sono stati adeguati all’aumento del costo della vita, che tra il 2022 e il 2023 è impennato a causa di tassi di inflazione che non si vedevano dalla fine degli anni Ottanta.

Smart working prorogato per tre mesi

Sempre il 27 settembre, il Consiglio dei ministri ha deliberato con un decreto legge ad hoc la proroga  di tre mesi, dal 30 settembre al 31 dicembre 2023, dello smart working per i lavoratori fragilifdella pubblica amministrazione, con uno stanziamento di 1,67 milioni. Per fragili si intendono disabili, immunodepressi o con malattie oncologiche. Tre miliardi sono stati messi sul piatto per il rinnovo dei contratti, a partire dalla sanità. Per la natalità, altro tema prioritario per l’esecutivo, sono varie le ipotesi: dagli aiuti per chi ha almeno tre figli ai bonus per il secondo figlio agli sgravi per le mamme che lavorano.

Le prossime tappe

La Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Nadef), documento fondamentale in quanto è la cornice che definisce la prossima legge di bilancio, è stata approvata il 27 settembre. Alla sia presentazione, il ministro Giorgetti ha sottolineato come l’Italia non sarà in grado di centrare gli obiettivi di riduzione del debito a causa degli effetti del Superbonus: “Il motivo per cui il debito non diminuisce come auspicato è che il conto da pagare dei bonus edilizi, soprattutto il superbonus, i famosi 80 miliardi saranno pagati in comode rate da 20 miliardi l’anno”. Entro il 15 ottobre va inviato a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio, mentre entro il 20 ottobre la legge di bilancio deve arrivare alle Camera. L’Esecutivo è ora al lavoro per trovare soluzioni per trovare i fondi necessari.

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