Scuola, tra assunzioni e formazione dei docenti

Alla partenza del nuovo anno scolastico ritorna in campo la questione formazione docenti. Quarantamila neoassunti, in partenza un concorso per altri 40mila

L’attenzione è puntata sul decreto del Presidente della Repubblica, deliberato dal Consiglio dei Ministri dopo un approfondito confronto con la Commissione Europea, le parti sociali, il mondo della scuola ed accademico. Intanto fa discutere il Report ‘Fragilitalia’ dell’area studi di Legacoop-Ipsos dedicato al sistema scolastico.

I docenti in cattedra

 Il Ministero dell’Istruzione e del Merito è riuscito a coprire nel 79% dei casi le cattedre, rispetto al 49% dell’anno scorso. I docenti supplenti sono il 10% (l’anno scorso erano il 15%) e la novità è che hanno potuto firmare il contratto da remoto. Il piano di assunzioni del ministro Valditara riguarda ben 80mila docenti:  40mila docenti precari sono stati assunti e sta per partire un concorso per altri 40mila. Con il decreto del Cdm entrano a scuola 52 unità di personale educativo-PED, 50.807 docenti (di cui 32.784 su posto comune e 18.023 su sostegno), 419 insegnanti di Religione cattolica, 10.913 unità di personale assistenti tecnico ausiliari-ATA e 280 dirigenti scolastici

Il provvedimento in attuazione del PNRR

Il decreto del 31 luglio recepisce ed attua le indicazioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in merito alla riforma del modello di formazione e, viene citata in particolare, la possibilità di avviare, in coordinamento con tutti i dettami alla base del reclutamento, i concorsi previsti dal PNRR. In raccordo con le procedure di reclutamento ed i concorsi potranno prendere il via, già con il prossimo anno accademico, anche i percorsi universitari basati sul nuovo sistema di formazione iniziale e di abilitazione dei docenti delle scuole secondarie di I e II grado, che consiste nel possesso della laurea più l’acquisizione di 60 crediti formativi CFU/CFA (Crediti Formativi Universitari/Crediti Formativi Accademici). Oltre a questi, gli altri percorsi previsti, 30 o 36 crediti formativi, riguardano chi ha già svolto almeno un servizio di tre anni scolastici e chi ha già in dotazione 24 crediti scolastici CFU/CFA.

Il ruolo dell’ANVUR

Il DPCM, inoltre, affida all’Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e della Ricerca (ANVUR) la gestione dell’accreditamento mediante la definizione dei percorsi di contenuto, il monitoraggio sulla qualità della formazione e la valutazione finale dei docenti. L’ANVUR valuterà periodicamente “ex post” i percorsi formativi. Per assicurare omogeneità della qualità dell’offerta formativa da parte delle università, l’Agenzia terrà conto del “tasso di successo” dei nuovi abilitati alle procedure di reclutamento per la scuola. L’esame finale si articolerà in una prova scritta ed una lezione simulata, il cui superamento garantirà il conseguimento della formazione professionalizzante secondo quanto previsto dagli standard minimi del docente abilitato, grazie alle modalità di svolgimento della prova e alla specifica composizione prevista per la commissione giudicatrice.

Il report sulle carenze della scuola

Molto sta facendo discutere l’indagine di Legacoop-Ipsos per rilevare le principali carenze della scuola: programmi di studio obsoleti e troppo teorici (48%, con una punta del 52% nel Nord Est), scarsa motivazione dei docenti (45%, con 5 punti in meno), edilizia scolastica (44%, 3 punti in meno), dotazioni tecnologiche inadeguate (38%, che registrano il calo più marcato di valutazioni critiche, pari a 12 punti percentuali). Un dato in controtendenza è invece quello della scarsa preparazione dei docenti, che si colloca al 39%, in aumento di 3 punti rispetto alla rilevazione precedente.

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