Scuola, tra crisi energetica e demografica

Prima il Covid, ora la crisi energetica: la scuola di nuovo in emergenza? Dopo le notizie susseguitesi sui giornali nelle ultime settimane circa l’ipotesi settimana corta per permettere a Comuni e Province di risparmiare sui riscaldamenti, la posizione del Ministro dell’Istruzione Bianchi è netta: “la settimana corta è importante se sta dentro al piano didattico e non come misura di risparmio energetico. Deve tornare centrale la funzione didattica della scuola. Ragionare sul tempo scuola non come risposta emergenziale, ma come scelta didattica è nell’autonomia delle scuole”.

Il problema più grave resta la contrazione delle classi dovuta al calo demografico: in due anni, spiega, si sono persi quasi 300mila studenti. Le proiezioni non fanno ben sperare: entro il 2031-32, ci saranno ben 1,4 milioni di studenti in meno. La strategia del governo per arginare il drastico calo delle nascite è investire sugli asili nido: per dare sostegno alle famiglie cinque miliardi di euro sono stati dedicati alla costruzione dei nido, ancora assenti in moltissime piccole realtà italiane.

Sulla questione docenti, continuano le assunzioni: 61mila lo scorso anno, più gli insegnanti di sostegno in deroga, 50 mila quest’anno e altri sono in via di assunzione in questi giorni. Circa 700 mila persone stanno entrando adesso di ruolo. Nel frattempo WeWorld,lancia la campagna social #scuolaNOseggio, per sensibilizzare politici e Istituzioni sulla necessità di una scuola che metta davvero al centro bambini, bambine e famiglie.

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