Giovani, le proposte dei partiti

Cosa propongono ai giovani le liste che che si presenteranno alle elezioni del 25 settembre? I programmi sono in corso di definizione, ma queste sono, a grandi linee, le tendenze che si stanno profilando.

Nella proposta di Fratelli d’Italia, 400 euro per ogni nato, asili nido gratis, congedo parentale coperto all’80%, reddito bimbo di 400 euro al mese fino a 6 anni di età. Il PD propone un salario minimo per circa 3,3 milioni di lavoratori (quelli che guadagnano meno di 9 euro l’ora); una dote di 10mila euro per chi compie 18 anni ed ha una condizione non agiata (un tesoretto che i ragazzi potranno usare ma in modo vincolato cioè per pagarsi la formazione, l’alloggio e per avviare un’impresa). L’idea di Letta è di finanziarlo con la tassa di successione dei patrimoni plurimilionari; lo Ius Scholae, cioè il riconoscimento della cittadinanza italiana per i nati in Italia o arrivati prima del compimento dei 12 anni che risiedano legalmente e che abbiano frequentato regolarmente almeno 5 anni di studio nel nostro Paese.

Calenda e Bonino propongono invece un taglio delle tasse totale per i giovani fino a 25 anni e del 50% per chi è nella fascia di età tra i 26 e i 30. Per le famiglie, il potenziamento dell’assegno unico per i figli a carico, anche per combattere le cause di una crisi demografica senza precedenti e consentire alle donne una vita professionale piena e libera e il taglio di 2 punti di PIL su IRAP e Irpef sui redditi medio bassi, a partire dai giovani. Per combattere la dispersione scolastica, prolungare la scuola dell’obbligo fino a 18 anni; aumentare gli investimenti delle università del Mezzogiorno per evitare la migrazione dei giovani.

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