Il nuovo Protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro

Il documento, condiviso da Governo, sindacati e imprese, riguarda anche le attività di formazione

Il documento, condiviso da Governo, sindacati e imprese, riguarda anche le attività di formazione

Con il Protocollo condiviso tra Governo e parti sociali del 14 marzo 2020 sono state regolamentate le misure di contrasto e contenimento del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

Per quanto riguarda le attività di formazione e aggiornamento ovviamente sono state confermate le prescrizioni, già disposte dai Dpcm dei giorni scorsi, di sospendere ed annullare ogni evento e attività di formazione in modalità in presenza, anche obbligatoria, lasciando la possibilità di effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in smart working.

La formazione a distanza in una fase di emergenza come quella che stiamo vivendo può rappresentare uno strumento per procedere a un ripensamento dell’organizzazione del lavoro, riqualificando il personale di quei settori produttivi e dei servizi dove l’innovazione tecnologica può consentire nuove modalità di rendere la prestazione lavorativa.

Se è vero che la sospensione dei rapporti di lavoro tramite la cassa integrazione, anche in deroga, rappresenta uno degli strumenti più idonei per “gestire” questa fase critica, è altrettanto vero che mai come in questo periodo si può procedere ad un re-skilling professionale dei lavoratori.

Non è un caso infatti che i Fondi Interprofessionali per la Formazione Continua si sono mossi per avere indicazioni dall’ANPAL (Agenzia per il lavoro nazionale alla quale compete la vigilanza dei fondi) sulla possibilità di variare la somministrazione di formazione in presenza consentendo l’uso esclusivo di piattaforme tecnologiche.

Con la nota del 10 marzo 2020, l’Anpal ha sottolineato l’obbligo di attenersi alle singole discipline regionali, evidenziando la necessità per i singoli fondi di garantire la tracciabilità della formazione finanziata. I sistemi di accreditamento regionali e gli stessi fondi interprofessionali già da tempo avevano previsto la FaD, ma per casi specifici. Il perdurare dell’emergenza da Covid-19 rischia di farla diventare l’unica modalità possibile.

Quasi tutti i fondi hanno emanato disposizioni transitorie per assicurare la continuità della formazione professionale, con particolare riferimento alla formazione sincrona, vale a dire resa esclusivamente in modalità on-line, con possibilità di accertare direttamente la presenza dei partecipanti.

Tuttavia per gli enti di formazione che operano con diversi fondi e in diverse regioni, occorre migliorare e rendere omogenee alcune previsioni per garantire l’effettivo svolgimento delle attività formative e verificare la corretta imputazione ai beneficiari. Soltanto così si potrà strutturare questa modalità in maniera stabile.

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