Nell’IA il futuro dei giovani

Il futuro è nell’intelligenza artificiale. Ne è convinto il 20 per cento degli under 35 (uno su cinque) intervistati da da ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori) per il rapporto dell’Osservatorio su Innovazione e Digitale presentato a Milano durante la seconda edizione del Young Innovator business forum.

Un divergenza generazionale

Il rapporto segna un cambio di rotta con le generazioni precedenti. Una delle differenze di prospettiva che più balzano all’occhio è il diverso approccio all’e-commerce: per i più grandi resta un megatrend del futuro mentre per gli under 35 è ormai un normale asset della vita quotidiana la cui crescita ha spinto i pagamenti digitali, già agevolati dall’entrata in vigore della PSD2 e dell’open banking. I giovani quindi guardano oltre e non hanno dubbi: per loro l’intelligenza artificiale è il primo motore dell’innovazione e il principale megatrend della transizione ecologica e digitale. Nessuna paura quindi nei confronti dell’IA, al contrario, le loro tesi sono rafforzare dal dato delle professioni più ricercate negli ultimi mesi: progettisti e amministratori di sistemi, tecnici web, analisti e progettisti di software, tecnici gestori di reti e di sistemi telematici, programmatori, tecnici esperti in applicazioni.

I modelli di business

Altro tema importante è l’approccio al modello di business. I giovani intervistati hanno ben chiare le idee: nei propri business model pongono la sostenibilità d’impresa come elemento principale ed inevitabile, intesa sia come integrazione del modello di governance con i principi della sostenibilità (importante per il 38,7% dei giovani) sia come sostenibilità del prodotto (o servizio) durante il ciclo di vita (31,2%), in linea con i principi dell’economia circolare, citata dal 23,6% del totale degli intervistati.

Preoccupazione per la fuga dei cervelli e per le donne

Il rapporto, in collaborazione con Lab21.01, rileva una forte preoccupazione per la fuga dei cervelli – che rappresenta un problema per il 90% dei giovani contro il 70% degli italiani in generale – e per le donne che sono ancora escluse dal mondo tech. Secondo il 69,2% degli intervistati tra i 18 e i 34 anni le donne non hanno ancora il riconoscimento di un ruolo da innovatrici nel mondo digitale.

Come innovare le aziende

Anche in questo caso i giovani intervistati hanno dimostrato di essere in contrasto con il campione generale della popolazione: ritengono che i principali elementi d’innovazione di un’azienda debbano essere gli investimenti in strumenti, macchinari e tecnologie all’avanguardia (36,2% contro 25,7% del totale), avere un gruppo dirigenziale giovane (28,7% vs 23,2%) e la conoscenza degli strumenti digitali (21,4% vs 6,7%).

Smart mobility

Altro punto di divergenza: per i giovani intervistati la smart mobility è prioritaria. Per ridurre l’inquinamento, il loro approccio è incentrato non tanto sulle politiche quanto sui comportamenti di consumo. Individuano come prima esigenza per migliorare la vita in città gli investimenti in innovazione e tecnologia  (37,1% degli under 35 contro 27,6% del totale).

Come superare il gap scuola lavoro

Un tema di cui molto si occupa Dotnews. Interessante rilevare come, secondo gli intervistati, debbano essere innanzitutto le università il ponte per l’inserimento nel mercato del lavoro (con il 53,7% degli under 35 contro 41,3% del campione totale); a seguire poi lo Stato (con il 51,7%), le aziende (con il 40,8%), le associazioni di categoria e gli enti locali.

 

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