La convergenza di realtà virtuale (VR), realtà aumentata (AR) ed intelligenza artificiale (AI) sta disegnando un nuovo futuro per la medicina, con meno costi e più successi: si sta rivoluzionando l’ecosistema Healthcare. Gli Emirati Arabi hanno annunciato il primo ospedale nel Metaverso, le fiere per la sanità si riempiono sempre più di strumenti virtuali e aumenta ogni giorno il numero di aziende che decidono di aprire cliniche nel Metaverso: l’ultimo annuncio è il “meta-ospedale” di Latus, tutto per la riabilitazione.
Risparmi di vita e di economia
Basti pensare alle persone che possono essere seguite a distanza con la telemedicina, direttamente a domicilio o al monitoraggio da remoto ( elettroecenfalogramma, pulsossimetro, sensori biochimici, elettrocardiogramma,..) che può salvare la vita a molte persone. ll rapporto Digital Health 2030 cita i dati della Commissione europea dove si stima che il solo telemonitoraggio cardiaco a domicilio aumenti del 15 per cento il tasso di sopravvivenza, faccia risparmiare il 10 per cento delle spese infermieristiche e diminuisca del 26 per cento i giorni di ricovero. Attraverso il virtuale, gli operatori sanitari possono esercitarsi durante gli anni della formazione su Avatar che hanno le specifiche fattezze fisiche del paziente, ma possono anche intervenire a distanza integrando i vari sistemi di sorveglianza in remoto: c’è tutto un fiorire di studi di medicina nel Metaverso. Il Metaverso aiuta nello studio delle lesioni cerebrali e traumatiche, nella riabilitazione da ictus, ma anche per ansia, fobie, disturbo post traumatico da stress, stati depressivi, deficit della memoria e dell’attenzione, sindromi dolorose e croniche, lesioni del collo, della spalla e del midollo, disturbi neurologici, aderenza alle terapie, e giochi di funzionamento esecutivo. Ed aiuta anche come straordinario strumento per comunicare la salute, dato che la maggior parte dei nativi digitai passa parte della giornata nel Metaverso.
Il Metaverso per limitare il dolore
All’Università di Washington, l’HITLab, in collaborazione con l’Harbourview Burn Center, ha sviluppato SnowWorld, realtà virtuale per ridurre il dolore nei pazienti ustionati, soprattutto nelle fasi del cambio delle medicazioni. E’una forma di Metaverso in ambiente ghiacciato, dove la sensazione del dolore risulta inferiore grazie al compito di lanciare palle di neve contro dei bersagli. Sempre per limitare il dolore, esiste un altro sistema di realtà virtuale immersiva basato sulla terapia cognitivo-comportamentale che si chiama RelieVRx ed è dedicato a chi soffre di mal di schiena cronico.
Il Metaverso per i bambini con paralisi cerebrale
Al Sant’Anna di Pisa è invece nato TELOS, acronimo di “Tailored neurorehabilitation thErapy via multi-domain data anaLytics and adaptive seriOus games for children with cerebral palSy”, per riabilitare con la realtà virtuale i bambini con paralisi cerebrale infantile (forme emiplegiche e diplegiche). Si tratta di una realtà progettata dall’Istituto di Intelligenza Meccanica e che viene usato dalle Asl e da vari ospedali per far vivere ai bambini una esperienza virtuale immersiva a 360 gradi attraverso oggetti che si possono anche indossare.
Il Metaverso per aiutare i bambini a sentire
A Trieste è nato un Metaverso per aiutare i bambini con deficit uditivi e le loro famiglie. SI chiama HEaRO ed è stato sviluppato dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Burlo Garofolo. Funziona con 48 altoparlanti che creano ambienti sonori tridimensionali per i bambini che indossanoun visore VR per una immersione totale in un ambiente rilassante.
Il Metaverso per la formazione dei futuri medici
Grazie al Metaverso, gli studenti in medicina hanno a disposizione “cavie digitali” che possono personalizzare con i profili dei reali pazienti ed “usare” attraverso esperimenti simulati nella medicina predittiva per capire come reagiranno i corpi reali nelle varie ipotesi mediche percorribili portando a migliorare i tassi d’errore, la velocità e i risultati. Secondo gli esperti, saranno tre le fasi dello sviluppo del Metaverso in medicina: la prima è la fase attuale, di sperimentazione iniziale: la seconda sarà l’adozione di best practices, che dovrebbe durare circa cinque anni; la terza fase, vedrà la standardizzazione delle tecnologie del Metaverso.