L’Osservatorio Europeo dei Media Digitali (EDMO) ha messo in piedi da zero una nuova task force a livello europeo per combattere la disinformazione sui conflitti in Ucraina. Già da anni l’organizzazione si impegna fortemente contro le fake news, riunendo fact-checkers ed esperti in alfabetizzazione mediatica e nella comprensione dei fenomeni e dei processi di informazione falsi, in collaborazione con i gestori delle piattaforme web e social.
Per il caso specifico della guerra tra Ucraina e Russia scoppiata il 4 marzo è stato pubblicato un elenco di articoli, aggiornato quotidianamente, verificati attraverso il metodo del fact-checking, per offrire non solo un’informazione veritiera al comune cittadino circa gli spostamenti difensivi e di attacco di entrambe le parti, ma anche per aiutare i responsabili politici, tra cui la Commissione europea, a contribuire ad un processo decisionale basato sull’evidenza dei fatti riportati onestamente, così come auspica la presidente della task force, Claire Wardle: “Identificare e capire rapidamente le tendenze della disinformazione in questa crisi aiuta a promuovere la resilienza sociale ed a informare chi ha il compito di prendere decisioni”.
Le notizie false, infatti, vengono scansionate in base alla data, al luogo di pubblicazione ed all’argomento, analizzandone il lavoro di investigazione adottato per arrivare a esporre pubblicamente la stessa notizia. Il ruolo di EDMO, dunque, si snoda attorno ad alcuni obiettivi che Paula Gori, in qualità di segretaria generale, ha sintetizzato in cinque punti strategici: avere una piattaforma di collaborazione sicura per fact-checker, per poter creare una rete di condivisione delle conoscenze acquisite a livello tecnico e di cooperazione investigativa; instaurare un dialogo con le piattaforme online per sostenere l’accesso ai dati da cui partire per le ricerche; raccogliere i paper accademici e le notizie verificate; fornire una mappatura delle attività di fact-checking.
Come ultimo punto, gli ideatori di EDMO credono che sia importante organizzare corsi di formazione, conferenze e seminari per combattere la falsa informazione, intesa come un virus che esiste sin da quando l’uomo ha iniziato a comunicare ma che, con l’avvento di internet, ha trovato terreno fertile per diffondersi a grandi velocità.