Abbiamo raggiunto i 45 obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza entro il primo semestre dell’anno ed è partita, da parte dell’Italia, la richiesta all’UE per ottenere la seconda rata dei fondi del Pnrr: 24,1 miliardi di euro (21 miliardi, considerando la quota che la commissione Ue trattiene su ogni rata di rimborso). Per l’esattezza, dieci saranno di sovvenzioni e 11 di prestiti. Nel frattempo, in seno alla Nato, nel vertice di Madrid, è nato il fondo per l’innovazione: un miliardo di euro per finanziare start-up e PMI ad alto contenuto tecnologico nei 22 Paesi che fanno parte dell’Alleanza Atlantica, tra cui l’Italia. Obiettivo: su un orizzonte temporale di 15 anni, far nascere tecnologie per rafforzare l’ecosistema dell’innovazione dell’Alleanza e la sicurezza di un miliardo di cittadini, per rimanere all’avanguardia nell’innovazione e nella tecnologia di fronte alle sfide tecnologiche di Cina e Russia.
Quando arriverà questa seconda tranche di finanziamenti dall’UE? Bisognerà aspettare due mesi di tempo per la valutazione della nostra richiesta da parte della commissione europea, ed un altro mese, quindi tre in tutto, per la decisione del Comitato economico e finanziario.
Di certo, siamo ad oggi tra i primi Stati Ue sul fronte dell’attuazione del Pnrr. Più di quattro miliardi sono già stati assegnati per far decollare l’asse ricerca-impresa: nasceranno cinque centri nazionali per la ricerca in filiera, undici ecosistemi dell’innovazione a livello territoriale e 49 infrastrutture di ricerca e tecnologiche di innovazione. Sul fronte scuola, entro luglio saranno assegnati 5,56 miliardi per l’edilizia scolastica, 800 milioni per la formazione docenti, 2,6 miliardi per scuola 4.0, la prima tranche del piano anti dispersione e tre miliardi per la fascia di età 0 – 3.